Dalla Turchia con amore!
Due professori, cinque alunni e l’immancabile preside dell’ITIS Majorana alla scoperta della Turchia

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Comenius, la prima volta che ho sentito questo nome pensavo fosse una medicina, solo in segiuto ho capito realmente a cosa sarei andato incontro.
Dopo una difficile selezione tra i ragazzi delle seconde scientifico, le inossidabili professoresse Campodonico, Ivaldi ed il presidentissimo Montanari hanno colto cinque giovani promesse e le hanno voluto accompagnare alla conquista della Turchia a nome del progetto europeo, Comenius, appunto.
I cinque: Henri, Stefania, Graziella, Federica e Umberto dopo una lunga ed estenuante collaborazione per ideare la presentazione del proprio istituto alle altre scuole partecipanti al progetto, sono partiti da Milano Malpensa alla volta di Istambul e successivamente Konya, la città che ci ha ospitato.
Dopo essere stati accuditi dal personale della Turkish Airline abbiamo incominciato a temere per la nostra salute quando ci è stato presentato il pranzo. Sul vassoio abbiamo trovato: tortellini di pongo, verdure di pongo e un dolcino di pongo.
Sbarcati dall'aereo la prima impressione è stata quella di trovarci in un luogo sperduto, freddo e desolato, ma poi ci siamo ricreduti era: pieno di odori, con tanta gente ma  senza dubbio freddo.
Insieme al nostro gruppo c'erano anche le rappresentanze di una scuola tedesca, una ungherese e un professore di Bari, ma nessuno era alla nostra altezza.
All'uscita dell'aeroporto ci hanno accolto due professoresse turche che hanno partecipato attivamente al progetto e che si sono prodigate per farci sentire a nostro agio.
Arrivati alla scuola l'ingresso è stato trionfale: con un furgoncino cigolante, tutti uno sopra l'altro e con due enormi occhiaie per la stanchezza del viaggio. I turchi, però, ci hanno accolti calorosamente facendoci sentire super star.
Ogni ragazzo italiano stava a casa di un ragazzo turco e viveva tutta la giornata con lui, ovviamente di pomeriggio si usciva tutti assieme in modo da non farci sentire troppo estranei.
Fra i ragazzi turchi e italiani si sono creati ottimi rapporti di amicizia come se ci fossimo conosciuti da molto tempo e naturalmente la lingua comune era l' inglese, e ringraziamo l'assenza delle professoresse di lingua quando parlavamo fra noi ragazzi, perché probabilmente gli errori erano molti sia da parte nostra che dalla loro.
Di mattina visitavamo Konya e i dintorni mentre di pomeriggio uscivamo noi ragazzi tutti assieme; un giorno però è stato dedicato al progetto, con le varie presentazioni delle scuole e delle classi di provenienza, i ragazzi turchi inoltre hanno presentato un piccolo concerto cantando canzoni popolari , bellissime...e anche canzoni italiane e tedesche in nostro onore.
Anche se mi rimaneva difficile pensarlo, la cucina turca è ottima e varia anche se a volte abbondano col peperoncino! Un consiglio, non accettate mai cibo simil-italiano, provate a immaginare un piatto di spaghetti turchi al sugo turco ketchup-majonese!
Alla fine ci siamo divertiti molto non solo perché eravamo tutti in ottima compagnia, ma anche perché vivere una settimana da turchi è stato fantastico.
In nome di tutti i cinque ragazzi ringrazio i professori che ci hanno dato questa opportunità.

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Umberto M. Razetto

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Un’esperienza davvero interessante, un progetto culturale portato avanti da molti anni che ha interessato diversi paesi, tra i quali, quest’anno, la Turchia, visitata da noi dell’ITIS Majorana, cinque semplici studenti, Federica e Umberto della classe 2BS e Stefania, Graziella e Henry della classe 2AS, accompagnati dalle professoresse Ivaldi e Campodonico e dal nostro preside Benedetto Montanari.

La nostra gita ha avuto inizio durante la mattinata del 16 Novembre 2008 a Staglieno,  da dove un pullman ci ha portati all’aeroporto Malpensa di Milano. Da qui abbiamo preso il volo diretto per Istanbul, e giunti sul posto abbiamo passato una giornata all’insegna della scoperta della città. Dopo qualche malinteso tra il preside e un uomo che aveva rubato dal portafoglio della professoressa Ivaldi 50 lire turche, siamo tornati all’aeroporto con l’intenzione di prendere il volo per Konia, la città dove avremo passato il resto della settimana. Una volta arrivati, però, siamo stati informati della cancellazione del nostro volo a causa della fitta nebbia. Siamo stati quindi ospitati in un albergo a 5 stelle per la notte.
Il giorno successivo, dopo un altro volo cancellato, siamo riusciti ad arrivare a Konia senza intoppi, e una volta arrivati in città abbiamo visitato la scuola dove avremmo passato parte delle nostre mattinate. Siamo stati accolti come personaggi famosi, e abbiamo conosciuto i ragazzi e le ragazze che ci avrebbero ospitati nelle loro case. Il pomeriggio abbiamo avuto modo di ambientarci nella nostra nuova casa e conosciuto le famiglie, che per inciso non avevano molti problemi economici! (nella casa della famiglia che mi aveva ospitata, per esempio, ho potuto contare 15 divani).


Durante i giorni successivi abbiamo visto molte cose interessanti: Meivlana, un museo sulla religione Musulmana che custodiva i libri sacri di questa religione, con molte versioni del Corano, alcuni presentavano anche delle figure (si sa infatti che i primi libri della religione Musulmana non presentavano alcun tipo di figure perché esse rappresentavano un insulto al culto). Molti anni fa, come abbiamo potuto vedere in un video, alcuni uomini molto religiosi vestivano con abiti bianchi dotati di lunghe gonne, e durante i momenti di maggiore spiritualità aprivano le braccia e giravano su se stessi. Un gesto che, ormai, viene fatto solamente per spettacolo, non più come azione religiosa. Per quanto riguarda l’arte, abbiamo avuto modo di vedere una tecnica di disegno veramente bella e interessante: dentro ad una bacinella di metallo rettangolare vi era un liquido oleoso. Con un grande pennello, una donna ha spruzzato un altro liquido, e con alcuni bastoncini immersi nel colore, disegnava dentro alla bacinella dei piccoli pallini colorati. Una volta disegnati, la donna prendeva un altro bastoncino e “rompeva” queste circonferenze, dando origine a forme molto aggraziate quali fiori e foglie. Una volta completato il disegno, veniva applicato un foglio di carta sopra al liquido per alcuni secondi e poi tolto sfregandolo su un lato del recipiente. Il disegno appariva magicamente sul foglio, e spariva dal contenitore.
Un altro interessante posto visitato è stato Kilistra, un luogo in cui sorgevano antichi insediamenti romani, nei quali ci siamo sbizzarriti nel fare foto! Il viaggio verso questi ritrovamenti è stato molto lungo, ma ne è valsa la pena!

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Sempre per quanto riguarda l’antichità, abbiamo visitato la città più antica del mondo (vi sono però ancora dibattiti aperti sul fatto che sia veramente la città più antica del mondo, pur avendo nove strati di civilizzazione). Questi ritrovamenti erano molto profondi ma presentavano una interessante struttura della città, piccole case e piccole stanze e tante vie di comunicazione. 
Come ultima tappa del viaggio, abbiamo visitato un asilo dove ci è stato offerto il pranzo, e il giardino di un ricco industriale che possedeva un allevamento di fagiani e altri volatili tra i quali un bellissimo pavone.
Il soggiorno a Konia, durato cinque giorni, è finito all’insegna della tristezza da parte di tutti… O quasi tutti, mi mancavano molto i miei amici e volevo tornare a casa!
Nel primo pomeriggio del venerdì abbiamo preso il volo per Istanbul e una volta arrivati ci siamo sistemati nell’albergo (che strano ma vero si è rivelato molto più bello e confortevole di quello a cinque stelle!) e abbiamo visitato nuovamente Istanbul. Il giorno successivo, dopo aver contrattato borse e cinture nella mattinata, abbiamo preso il volo diretto per Milano e, come per la domenica precedente, siamo giunti a Genova verso le 19:00.
Questa settimana è stata molto interessante ed educativa sotto ogni punto di vista, prima di tutto abbiamo avuto modo di conoscere le persone turche, molto gentili ed ospitali, probabilmente più di noi italiani, e soprattutto sono persone molto generose e sensibili, basti pensare a quanti regali ci hanno fatto le famiglie! Oggetti per pregare, tra i quali collane, tappeti e scarpe, ma anche libri, sciarpe ecc.
Il cibo a volte può sembrare strano dall’aspetto, ma tutto è molto buono. I turchi ogni mattina mangiano molto, pane e varie marmellate, miele e burro, cetrioli e pomodori, latte, toast e cioccolato, questo perché non fanno un vero e proprio pranzo come noi, ma fanno uno spuntino. La sera invece mangiano molto: riso e pollo sono consumati tanto quanto noi consumiamo la pasta, che anche loro mangiano, con la sola variante del condimento come è successo ad Umberto, la cui famiglia ospitante ha mangiato gli spaghetti con ketchup e maionese!
Una delle cose migliori di questo scambio culturale, però, è stato il fatto che queste famiglie con la loro semplicità e ospitalità sono riuscite a farci sentire a nostro agio nel loro paese e nelle loro abitudini. Nella mia famiglia mi sono trovata molto bene, la ragazza che mi ospitava si chiamava Bashàk ed aveva la mia età. I suoi genitori erano molto simpatici!.Ogni mattina io e Bashàk camminavamo assieme sino alla fermata dello scuolabus, passeggiavamo, parlavamo e aspettavamo gli altri ragazzi. Questa esperienza dunque ci è molto servita anche per consolidare il nostro inglese, oltre che per conoscere la cultura turca.
E’ stata davvero una bella settimana all’insegna delle risate, soprattutto nel tardo pomeriggio quando noi italiani e i ragazzi turchi eravamo liberi di visitare la città, i negozi e i locali, davvero molto belli!
Spero di rivivere una settimana come questa in un altro paese, questi scambi sono molto importanti per la scuola e per noi, per allargare i nostri orizzonti alla scoperta di altre culture e fare amicizia in tutto il mondo. Fra non molto è previsto l’arrivo in Italia di alcuni dei ragazzi che ci hanno ospitato, che ci avvicinerà ancor di più.

Federica Affannato

 

 

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